Il gruppo si struttura come laboratorio permanente di confronto, nel
tentativo di articolare risposte efficaci ai bisogni informativi della
comunit omosessuale bolognese, con una particolare attenzione alle
persone omosessuali vicine alle strutture ricreative pi o meno
organizzate, come le saune, le discoteche o i luoghi di battuage.
Sembrava infatti stridente, allora come oggi, il contrasto tra il
vissuto notturno-ricreativo di tanti omosessuali e l'assoluta
rimozione delle modalit del contagio da HIV, delle pratiche del safer
sex, dei reparti di malattie infettive, assai frequentati da persone
provenienti dai ranghi della nostra comunit.
Nella sua forma originale, il GASP! rappresenta quindi l'unico momento
nella storia del Cassero (almeno in quella pi recente) in cui si
riusciti ad attivare un reale confronto interno al circolo sulla realt
sociale, sui diritti e sulla visibilit delle persone HIV+.
Parallelamente
il GASP! si propone come motore di formazione e informazione sulla
tematica HIV/AIDS, organizzando, producendo e distribuendo materiali
informativi sulla cultura della prevenzione e pi in generale sulla
diffusione di una visione ampia del concetto di benessere e cura di
s per la persona omosessuale.
Il GASP! promuove quindi iniziative fuori dal circolo, nelle quali
distribuisce preservativi, lubrificanti a base d'acqua e il materiale
informativo che auto-produce. In particolare vanno ricordate con
successo esperienze nelle saune e soprattutto nei luoghi di battuage,
dove la maggioranza delle persone avvicinate, piuttosto che sentirsi
infastidita dalla presenza dei volontari, reagisce positivamente.
Anche grazie a The Italian Miss Alternative, il GASP! comincia a strutturare un dialogo con altre associazioni bolognesi impegnate nella lotta all'HIV/AIDS. Di anno in anno i rapporti e le collaborazioni si intensificano, tanto sul piano della conoscenza e della collaborazione reciproca, quanto su quello dell'azione politica verso le istituzioni sanitarie. Il tentativo di produrre una comune linea d'azione porta a diversi risultati, confermando l'opportunit di continuare sul piano della collaborazione in una sorta di, seppure informale, Coordinamento delle associazioni, cui il GASP! partecipa insieme ad IDA, LILA, MIT e Centro Aurora.
Grazie a queste sinergie, fra le tante cose, nel 2002 le associazioni hanno promosso un intervento sulla Commissione Regionale AIDS perch allargasse i suoi membri anche al mondo associazionistico e a quello degli attivisti sieropositivi. La Commissione, operando su base di maggior rappresentanza territoriale, ha individuato LILA e Arcigay come associazioni cui proporre l'ingresso e quindi oggi anche un volontario del GASP! invitato permanente ai lavori della Commissione.
Col passare degli anni, dei volontari e dei responsabili del consultorio del Cassero, il GASP! purtroppo non riesce a rinnovarsi ed esaurisce l'esperienza di laboratorio di confronto. Con la diffusione dei nuovi farmaci antiretrovirali lo scenario dell'HIV/AIDS si modificato notevolmente, contribuendo a rendere la tematica HIV/AIDS sempre pi fuori moda. Oggi pi che mai infatti sono poche le persone che continuano a considerare la questione HIV/AIDS un elemento centrale della propria omosessualit e del proprio attivismo omosessuale.
All’ingresso verrà richiesta una tessera Arcigay o Link.Quando il pericolo dellHIV sembrava inaffrontabile anche il MIT si messo allopera promuovendo il safer sex, sensibilizzando la comunit e partecipando con gioia a Miss Alternative
E innegabile che fantasia ed estro artistico sono doti iscritte nel nostro gaio DNA, qualit riconosciuteci da tutti che hanno fatto di quella GLBT una comunit ricca di artisti e creativi. Quasi sempre il gene della creativit insito nel desiderio o nel bisogno di modellare una realt piatta, negativasofferente. Riscrivere e trasformare in poesia le pagine tristi della nostra storia, riuscire a trasformare in gioia quello che normalmente era dolore stato lingegno e soprattutto limpegno pi importante che ci siamo presi negli anni bui dellAIDS.
Quando improvvisa e violenta londa nera ci piomb addosso, per le nostre comunit fu una catastrofe, ci strappava amici, complici, amanti e noi confusi e angosciati nonostante tutto reagimmo. Riuscimmo a trovare un senso ad un evento che ci toccava nel profondo, che colpiva i nostri sentimenti, la nostra sessualit e tutto il nostro modo di essere. Quando arriv agli inizi degli anni Ottanta fu considerata la peste gay e paradossalmente furono proprio le associazioni glbt che reagirono per prime rispondendo a questa con la prevenzione, linformazione e il sostegno. Tre principi che ci hanno permesso di continuare a fare amore e sesso nonostante gli attacchi dei teorici della mortificazione i quali con la teoria delle cosiddette categorie a rischio, sostenevano che lAIDS fosse la maledizione divina che colpiva i peccatori.
E noi abbiamo scelto di continuare a peccare senza ammalarci!
In tutto il mondo associazioni e movimenti reagirono facendo della lotta allAIDS il loro cavallo di battaglia.
In Italia nacque la LILA (Lega Italiana Lotta allAIDS) affiancata e sostenuta da tutto il movimento GLBT, insieme ad essa il MIT ha condiviso politiche, campagne e strategie di intervento. La tutela della salute delle persone transessuali lobiettivo principale che il MIT si posto, nel suo consultorio e nel protocollo che ne regola il rapporto con la rete socio sanitaria, lattenzione non rivolta solamente al cosiddetto transito ma anche alla prevenzione e lotta allAIDS.
Un servizio di counselling, la distribuzione di preservativi e linformazione attraverso le unit di strada della Regione, laccoglienza e il sostegno ai malati, tutte azioni che il MIT svolge grazie al servizio volontario degli operatori, al rapporto di rete con le altre associazioni ed ai proventi derivanti dallorganizzazione di eventi che trasformano, appunto, la nostra fantasia in impegno. In giro per il mondo sono tanti gli eventi artistici e culturali creati per la lotta allAIDS: concerti, dischi, spettacoli, addirittura la creazione dellimmensa coperta dedicata alle vittime dellinfezione.
E ogni anno a Luglio lungo la Via Emilia la fantasia delle drag queen nostrane sostiene limpegno del MIT e delle altre associazioni. Per noi Miss Alternative molto pi di una passerella drag, una manifestazione di solidariet ed affetto da parte del pubblico; una dimostrazione di vicinanza ed amicizia da parte del Cassero; un momento di produzione artistica, culturale e politica che d senso a tutto il nostro lavoro. Il genio di Stefano Casagrande che della rassegna stato lartefice, ha lasciato unimpronta indelebilmente frocia che ne rappresenta il vero marchio di qualit.
Sul palco, tra il pubblico, dietro le quinte, gay, lesbiche, trans, travestiti, drag, sorelle, amici, complici e amanti insieme, ognuno con la propria fantasia, tessono quella grande coperta della solidariet. Dalle performance della Marcellona alias Diga Vajont, al talento di Eva Robins, alla presenza della Romanina in giuria la rappresentanza trans l in un abbraccio solidale che unisce tutti.
Dobbiamo dare di più e riconoscere il diritto delle persone sieropositive ad avere di più.
nasce nel 1990 dallesigenza di provare ad articolare risposte ad una mancanza di informazione e prevenzione rivolte specificatamente alle donne.
Ida D: *Ida nasce sui temi dellidentit, per questo che ti sei riferita ad un romanzo di Gertrud Stein che parla appunto di questo?*
Ida R: S, quando siamo nate o, meglio, ci siamo fondate abbiamo cercato
di mettere a fuoco il problema della soggettivit nelle pratiche di
prevenzione intendendo con questo il dover tener conto della
soggettivit di ciascuna e ciascuno nel proporle.
Ida, in greco eidos, aspetto, forma, idea, essenza. Ida solo immagine,
Ida comunque priva di corpo, oppure corpo privo di identit, immagine di
s.
Ed proprio sulla mancanza di immagine che abbiamo iniziato a lavorare come gruppo di donne.
D: *E stato difficile?*
R: Non tanto. La fatica stata quella di porre il genere al centro del
pensiero sullHIV/AIDS, sulla cura, la sessualit. Non si era ancora
rilevata lurgenza di rivolgersi in modo specifico alle donne e
occorreva farlo.
D: *E oggi?*
R: Oggi raccogliamo gli effetti delle politiche di questi anni. Nel
2004 il direttore del Programma ONU contro la diffusione dellHIV/AIDS
ha dichiarato: I nostri sforzi per combattere lAIDS stanno fallendo
perch non raggiungiamo donne e ragazze.
Per affrontare la questione occorre innanzitutto un salto di carattere
culturale: considerare la differenza sessuale in tutti i suoi risvolti
come chiave di lettura di carattere generale, non come specificit
marginale.
Lassenza di un approccio di genere produce conseguenze molto gravi: non
disponiamo di alcuna informazione di fonte istituzionale differenziata
per genere in relazione alle fasce di et di prima infezione, alle
sopravvivenze, allaccesso alle cure, ai servizi di screening e terapia,
ai farmaci, alla salute mentale, alladerenza alle terapie, alla qualit
della vita.
D: *Vi occupate solo di donne?*
R: Ci occupiamo e preoccupiamo che le politiche che riguardano Hiv/AIDS
si rivolgano a donne e uomini; che nelle risposte date alle persone
sieropositive e sieronegative possano riconoscersi e rispecchiarsi
donne e uomini. E per fare questo cera e c bisogno di lavorare con
associazioni miste.
D: *Cosa intendi per associazioni miste e cosa significa quindi promuovere oggi politiche, progetti o iniziative?*
R: Per miste intendo associazioni di lotta allAIDS composte da donne e
uomini che hanno avuto e hanno, come elemento comune, lessersi occupate
di salute, prevenzione e assistenza mettendo sempre al centro i diritti
della persona. Oggi mi piacerebbe che tutte le Associazioni interessate
allambito dei diritti potessero occuparsi anche di HIV/AIDS; se
guardiamo lesempio africano, diventa evidente capire che per affrontare
il diritto alla salute in quel continente serve agire da diverse
prospettive, storiche, economiche, ambientali e culturali.
D: *E Miss Alternative*
R: Beh Miss Alternative tramite il suo inventore, Stefano Casagrande,
ci ha dato un contesto ideale per sperimentare e realizzare eventi di
prevenzione che tenessero conto di identit differenti tra loro.
Miss Alternative stato sempre un momento di accoglienza delle istanze
delle Associazioni e di potenziamento delle domande delle persone
sieropositive. E stata, nelle sue varie edizioni, un contesto nel quale
le associazioni si sono confrontate sulle priorit, sulle urgenze e
sulle mancanze, per poter dare un messaggio comune e fortemente
condiviso in una cornice di lotta, di denuncia ma soprattutto di festa,
con la gioia di condividere la passione dellimpegno per i diritti e per
il desiderio!
Via Agucchi 290/a 40131 Bologna
tel.. 051.6347644 646 fax 051.6347640
e-mail segreteria: lila@lilabologna.it
e-mail infoAIDS: info@lilabologna.it